- Bioplastiche compostabili
- Biofertilizzanti
- Biopesticidi
- Bio-immunostimolanti per le colture
- Bioenergia
Il consorzio di OLinWASTE si compone di nove partner distribuiti in quattro Paesi europei, includendo:
- Le Università di Sapienza, Padova, Cranfield, Burgos e Surrey
- Centri di ricerca come l’Austrian Centre of Industrial Biotechnology, il RISE Processum e il Research Institutes of Sweden
- L’impresa Agrolio–Agroenergy (che già gestisce un impianto a biogas)
- Il cluster innovativo CLIC Innovation Oy
Lanciato nel giugno 2024 presso l’Università La Sapienza di Roma, il progetto è stato finanziato dal programma Horizon Europe e si propone di rivoluzionare la gestione degli scarti derivanti dalla produzione di olio d’oliva attraverso la creazione di una bioraffineria integrata a zero emissioni.
Il progetto nasce in risposta a una sfida ambientale prioritaria per i Paesi del Mediterraneo: la gestione degli scarti dei frantoi oleari (“olive mill waste”), tra cui sansa, noccioli e foglie, che, se non adeguatamente trattati, rappresentano una significativa fonte di inquinamento per suolo e acque. Questi sottoprodotti sono altamente organici e contengono fenoli e altri composti tossici, rendendo necessarie soluzioni innovative per la loro valorizzazione.
L’approccio adottato si fonda su processi di chimica verde e biotecnologie microbiche avanzate, finalizzate alla trasformazione sostenibile degli scarti. Particolare rilievo assume lo sviluppo del System Digital Twin, una replica digitale dell’impianto fisico progettato dall’Università di Surrey, che attraverso il machine learning sarà in grado di simulare in tempo reale scenari operativi, ottimizzando le performance ambientali, riducendo costi ed emissioni.
“Permetterà di esplorare molteplici configurazioni operative e aumentare la resilienza industriale.”
La realizzazione dell’impianto integrato non solo permetterà di ridurre drasticamente l’impatto ambientale del settore oleario, ma avrà anche importanti ricadute socioeconomiche:
- Creazione di nuove filiere industriali sostenibili
- Rafforzamento della bioeconomia circolare mediterranea
- Diffusione di best practice tecnologiche replicabili in altri settori agroalimentari
Inoltre, la produzione di bioplastiche da sansa e scarti vegetali potrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione dei rifiuti plastici, in linea con il Green Deal Europeo e il piano d’azione per l’economia circolare della Commissione UE.
OLinWASTE rappresenta un paradigma d’innovazione sistemica in grado di unire sostenibilità ambientale, efficienza industriale e valorizzazione delle risorse locali. L’adozione di soluzioni tecnologiche integrate, insieme a una governance transnazionale partecipativa, apre la strada a un futuro in cui gli scarti agroindustriali non sono più rifiuti, ma risorse strategiche per una bioeconomia europea più resiliente e competitiva.